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Importanza delle interazioni farmacologiche come causa di reazioni avverse ai farmaci: inibitori della ricaptazione della serotonina


Per quantificare l'importanza delle interazioni farmacologiche nella comparsa di reazioni avverse riportate con l'uso di inibitori della ricaptazione della serotonina ( SSRI ) in un database di farmacovigilanza, sono state valutate le segnalazioni spontanee di reazioni avverse registrate nel 2008 dal Midi-Pyrénées PharmacoVigilance Centre, in cui veniva menzionato, come antidepressivo, un inibitore della ricaptazione della serotonina ( SRI ).

Tra le 2101 segnalazioni spontanee registrate, 177 hanno coinvolto almeno un antidepressivo SSRI. Tra le 156 reazioni avverse con almeno una teorica interazione farmaco-farmaco, il 41% potrebbe essere spiegato da una interazione tra farmaci.

L'antidepressivo più frequentemente coinvolto in interazioni farmacologiche è stato Escitalopram ( Cipralex, Entact ), seguito da Fluoxetina ( Prozac ) e Citalopram ( Elopram, Seropram ).
Tra le 65 reazioni avverse correlate a interazioni tra farmaci, 37 ( 52.9% ) erano gravi, soprattutto emorragie, confusione e cadute, iponatriemia e sindromi serotoninergiche.

Le interazioni farmacologiche più frequenti si sono verificate con farmaci psicotropi ( antipsicotici, benzodiazepine, tra gli altri ), seguiti da agenti antitrombotici ( antagonisti della vitamina K, antipiastrinici ), diuretici e antagonisti dell'angiotensina II.

Il gruppo con reazioni avverse legate a interazioni farmacologiche era più anziano rispetto al gruppo con reazioni avverse non correlate a interazioni farmacologiche.
Le reazioni avverse erano 3 volte più serie nel caso di interazioni farmacologiche.

In conclusione, circa il 40% delle reazioni avverse segnalate con un inibitore della ricaptazione della serotonina ha riguardato interazioni farmacologiche.
La maggior parte di queste si sono verificate dopo l'associazione con psicotropi, antitrombotici, o diuretici, soprattutto negli anziani. ( Xagena2012 )

Montastruc F et al, Eur J Clin Pharmacol 2012; 68: 767-775


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