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Revlimid: rischio di trombosi e tromboembolia


I pazienti trattati con Lenalidomide ( Revlimid ) per mieloma multiplo devono essere strettamente monitorati per la comparsa di eventi tromboembolici arteriosi e venosi. Fattori di rischio modificabili per gli eventi tromboembolici devono essere gestiti, ove possibile, e deve essere considerato un appropriato trattamento profilattico.
Il trattamento con Lenalidomide deve essere interrotto e la terapia anticoagulante deve essere iniziata nei pazienti che soffrono di eventi tromboembolici.

Lenalidomide trova indicazione in combinazione con Desametasone nel trattamento del mieloma multiplo nei pazienti che hanno ricevuto almeno una precedente terapia.

La Lenalidomide è un farmaco immunomodulatore simile alla Talidomide, che presenta proprietà antineoplastiche, antiangiogeniche e antieritropoietiche.
Il mieloma multiplo è un fattore di rischio indipendente per le complicanze tromboemboliche.
Evidenze da studi clinici e case report di reazioni avverse suggeriscono che la Lenalidomide può ulteriormente aumentare l’elevato rischio di reazioni tromboemboliche venose e arteriose, tra cui infarto miocardico e ictus nei pazienti con mieloma.

Dati dagli studi clinici

I dati di incidenza sono stati ricavati da due studi multicentrici, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, a gruppi paralleli con Lenalidomide più Desametasone rispetto a Desametasone da solo in 704 adulti precedentemente trattati, affetti da mieloma multiplo recidivato o refrattario.
L'endpoint primario di efficacia era rappresentato dal tempo alla progressione del mieloma in entrambi gli studi.
La durata mediana del trattamento nei pazienti assegnati a Lenalidomide e a Desametasone è stata di 44 settimane ( range 0.1-161.7 ), e in quelli trattati con solo Desametasone 23.1 settimane ( 0.3-124.0 ).
Incidenza di: infarto del miocardio: 1,98% ( Lenalidomide e Desametasone ) vs 0.57% ( Desametasone da solo ); eventi vascolari cerebrali: 3.4% vs 1.7%; trombosi venosa profonda: 9.1% vs 4.3%; embolia polmonare: 4.0% vs 0.9%, rispettivamente.

Casi di reazioni avverse al farmaco

Il titolare della licenza ha ricevuto, fino al 26 dicembre 2009, un totale di 493 segnalazioni di eventi tromboembolici arteriosi. La revisione di questi report ha mostrato una prevalenza di eventi cardiaci ( principalmente infarto del miocardio: 319 segnalazioni pari al 65% ). Gli eventi vascolari cerebrali, tra cui attacco ischemico transitorio ( TIA ), sono stati riportati nel 17% dei casi.
Il tasso complessivo di segnalazione di eventi tromboembolici arteriosi è stato stimato pari a 0.5%, ma il tasso reale è con buona probabilità più alto a causa della sotto-segnalazione delle reazioni.

Il titolare della licenza ha anche ricevuto 1079 segnalazioni di eventi tromboembolici venosi fino al 26 dicembre 2009, principalmente trombosi venosa profonda, con o senza embolia polmonare.

Attraverso l’UK Yellow Card Scheme, l’MHRA ( Medicines and Healthcare products Regulatory Agency ) ha ricevuto relativamente pochi rapporti di trombosi e tromboembolia in associazione con l'uso di Lenalidomide. Fino al 7 dicembre 2010, ci sono state 2 segnalazioni di infarto miocardico e 2 segnalazioni di ictus.
Gli eventi tromboembolici venosi riportati in Gran Bretagna comprendono embolia polmonare ( 8 casi ), trombosi venosa profonda ( 4 casi ), e trombosi non-specificata ( 2 casi ).

Tromboprofilassi

Non è stata riscontrata alcuna traccia nell'impiego di tromboprofilassi nella maggior parte dei pazienti che sono stati segnalati per essere andati incontro ad eventi tromboembolici arteriosi ( superiore al 60% ) o a eventi tromboembolici venosi ( superiore all’80% ), nonostante il fatto che i fattori di rischio, diversi dal mieloma, che predispongono alla trombosi fossero stati identificati nella maggior parte dei casi.
Alcune delle morbilità e delle mortalità attribuibili a tromboembolismo nei pazienti trattati con Lenalidomide potrebbero essere prevenute.

Consigli per gli operatori sanitari

• I pazienti trattati con Lenalidomide per il mieloma multiplo dovrebbero essere strettamente monitorati per la comparsa di eventi tromboembolici arteriosi e venosi;

• I fattori di rischio modificabili per gli eventi tromboembolici dovrebbero essere gestiti, ove possibile ( ad esempio, cessazione del fumo, controllo di ipertensione e iperlipidemia );

• I medicinali che possono aumentare il rischio di tromboembolismo, come estrogeni e farmaci eritropoietici, devono essere usati con cautela durante il trattamento con Lenalidomide;

• I farmaci appropriati per la profilassi antitrombotica devono essere presi in considerazione durante il trattamento con Lenalidomide, in particolare nei pazienti con fattori multipli di rischio trombotico, dopo un'attenta valutazione del bilancio dei rischi e benefici nei singoli pazienti;

• Il trattamento con Lenalidomide deve essere interrotto e la terapia anticoagulante deve essere iniziata nei pazienti che soffrono di eventi tromboembolici. Dopo aver stabilizzato il paziente con terapia anticoagulante e aver gestito le eventuali complicanze della manifestazione tromboembolica, può essere ripreso il trattamento con Lenalidomide alla dose originale, dopo una rivalutazione del rapporto rischio-beneficio. L’anticoagulazione deve poi essere continuata per tutto il corso del trattamento con Lenalidomide.

Fonte: Drug Safety Update - MHRA, 2011


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